WisdomTree - Tactical Daily Update - 19.11.2025

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Nvidia alla prova dei conti, stasera, a mercati europei chiusi.
Comunque vada Nvidia, i mercati si interrogano sulla tenuta dell’AI hype.
Giù pesanti i listini europei, ma dall’inizio dell’anno guadagni record.
Metalli preziosi e industriali pronti al riscatto? I compratori non mancano...


L’appuntamento clou di giornata è tutto per Nvidia, che pubblica i risultati oggi, 19 novembre. È un passaggio decisivo per capire se il rally dell’intelligenza artificiale ha ancora benzina o se la narrativa del settore sta cambiando marcia. E non potrebbe essere altrimenti: con una capitalizzazione da 4.400 miliardi di dollari, il colosso dei chip oggi vale più dell’intero mix dei comparti energia, materiali e immobiliare messi insieme.
Oltre a essere più grande dell’intero settore industriale, Nvidia da sola pesa l’8% dell’S&P500, circa il 10% del Nasdaq 100 e il 6% dell’MSCI World. Numeri impensabili solo tre anni fa: per prospettiva, vale cinque volte l’intera Borsa italiana.
Non sorprende dunque che, nonostante le aspettative sull’AI si siano un po’ raffreddate di recente, molti analisti ritengano che la trimestrale possa riaccendere l’entusiasmo. Tuttavia, l’asticella delle attese resta molto alta.
Sul fronte macro, i riflettori sono puntati sui dati USA sull’occupazione attesi giovedì: si tratta dei primi dopo la fine dello shutdown federale più lungo della storia. Indicatori cruciali per una Fed che continua a calibrare il percorso dei tassi. Se fino a poche settimane fa un taglio a dicembre sembrava quasi scontato, oggi la probabilità di una sforbiciata da 25 punti base è scesa a 46,4%, secondo il FedWatch Tool del CME Group.
La voce più recente dalla Federal Reserve arriva da Thomas Barkin, presidente della Fed di Richmond (membro non votante). Barkin ha sottolineato la presenza di pressioni su entrambi i fronti del mandato centrale: inflazione ancora sopra target e rallentamento nella crescita dell’occupazione. Ha però ricordato come la resilienza dei consumi e il calo dell’offerta di lavoro mantengano relativamente stabile la disoccupazione. Rimane comunque la preoccupazione per i recenti annunci di licenziamenti da parte di Amazon, Verizon e Target.
In attesa della trimestrale di Nvidia, le borse europee ieri hanno chiuso in rosso, appesantite dai dubbi sulla tenuta dell’AI e dal timore di una bolla in formazione. Milano la peggiore: -2,12%. Seguono Parigi -1,86% e Francoforte -1,77%.
Per Wall Street si tratta della quarta seduta negativa consecutiva, la prima serie così debole da agosto. Il Dow Jones perde -1,07%, il Nasdaq -1,21%, lo S&P500 -0,82%.

Il sentiment è zavorrato dal sell-off tecnologico, con Nvidia in perdita di circa -8% dall’inizio del mese, alla vigilia dei conti. E quando l’azienda che guida il rally dell’AI traballa, tutto il settore soffre. Intanto, il ceo di Alphabet Sundar Pichai avverte: nel boom dell’intelligenza artificiale c’è una certa “irrazionalità” e nessuna azienda sarà “immune” se la bolla dovesse scoppiare.
Il Bitcoin torna a salire in area 93.000 dollari, dopo un rapido scivolone sotto i 90.000, minimo da sette mesi, con picco negativo a 89.510. L’ultima volta che la criptovaluta aveva rotto al ribasso i 90 mila dollari era ad aprile, in seguito all’annuncio dei dazi di Donald Trump.
Sul fronte materie prime, greggio WTI a 60 dollari/barile, in un mercato che valuta gli effetti delle sanzioni occidentali sui flussi russi. L’oro spot oscilla attorno ai 4.040 dollari/oncia, in progresso frazionale questa mattina. Sul valutario: euro a 1,1575 dollari, 179,9 yen, col dollaro/yen a 155,5.
Questa mattina, dopo la quarta seduta negativa dell’S&P500, le borse dell’Asia-Pacifico si muovono in ordine sparso. I future di Wall Street ed Eurostoxx sono pressoché invariati.
In Giappone, Nikkei 225 -0,2%, con uno yen sui minimi da nove mesi contro dollaro. Il governatore della BoJ Kazuo Ueda ribadisce che monitorerà da vicino l’impatto del cambio sull’economia.
Hong Kong -0,6%, mentre il CSI300 avanza +0,4%. La protagonista è Baidu, che segna il peggior calo trimestrale di ricavi della sua storia per il rallentamento dell’advertising, nonostante il mercato continui ad apprezzare la sua corsa sull’AI. A Taipei, il Taiex scende -0,5%; Kospi coreano a -0,6%, mentre l’India avanza: il Sensex di Mumbai guadagna +0,4%, sesto rialzo in otto sedute.
Il Brent, a 64,7 dollari, resta depresso. Gli operatori cercano di capire se le sanzioni occidentali a Rosneft e Lukoil avranno effetti duraturi: il Tesoro USA sostiene che i provvedimenti stanno già riducendo le entrate petrolifere di Mosca. Goldman Sachs però prevede prezzi in calo fino al 2026, con possibile rimbalzo sopra i 70 dollari tra 2026/2027 solo in caso di calo più brusco della produzione russa.
L’oro, a 4.093 dollari/oncia, mostra segnali di recupero ma risente delle attese sui tassi e delle prese di beneficio dopo un 2025 eccezionale, il migliore dal 1979. Le ultime dichiarazioni della Fed hanno ridotto la probabilità di un taglio a dicembre al 42,4%, mentre il 57,6% scommette su un mantenimento. Goldman si conferma bullish: stima acquisti di 64 tonnellate da parte delle banche centrali a settembre (erano 21 in agosto) e mantiene un target di 4.900 entro fine 2026.
Giornata movimentata anche per Bitcoin, sceso fino a 89.231 dollari prima di rimbalzare verso 94.000. Stamattina perde circa -2%. I 12 ETF spot Usa registrano deflussi per 2,8 miliardi a novembre.
Intanto, i bond tengono bene con rendimenti dei decennali stabili: Treasury 4,11%, Bund 2,71%, BTP 3,45%. Lo spread resta vicino a 75 punti, sui minimi dal 2010, in attesa del giudizio di Moody’s sull’Italia.

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